Il Festival del Cinema di Cefalù entra nelle scuole e lo fa portando tra gli studenti uno dei nomi più importanti del cinema italiano. Il regista Giuseppe Tornatore ha incontrato gli studenti dell’Istituto “Jacopo del Duca – Diego Bianca Amato” in una mattinata che molti di loro difficilmente dimenticheranno. Un incontro diretto, vivo, senza distanza tra chi il cinema lo sogna e chi il cinema lo ha raccontato al mondo.
Il Festival che entra nelle scuole
Portare il cinema dentro le scuole è una delle scelte più significative del Festival del Cinema di Cefalù. Non solo proiezioni o premi, ma incontri veri. Occasioni in cui gli studenti possono ascoltare, fare domande, capire cosa c’è dietro una storia che arriva sullo schermo. La presenza di Giuseppe Tornatore ha dato a questo progetto un valore particolare. Il regista siciliano, autore di film entrati nella memoria collettiva, ha accettato di incontrare i ragazzi e di dialogare con loro in modo diretto. Nessuna lezione formale. Piuttosto una conversazione aperta, fatta di curiosità, racconti di set, ricordi personali e riflessioni sul mestiere del cinema.
L’arrivo del regista e l’accoglienza degli studenti
La mattina è iniziata con l’arrivo del regista nell’istituto. Ad accoglierlo gli studenti, curiosi ed emozionati. Per molti di loro era la prima volta davanti a uno dei grandi protagonisti del cinema italiano. L’incontro si è svolto nell’auditorium della scuola, gremito di studenti provenienti dai diversi indirizzi dell’istituto: liceo scientifico, linguistico, artistico, turistico, amministrazione finanza e marketing, elettronica ed elettrotecnica. Un pubblico giovane ma attento, che ha seguito con grande partecipazione ogni momento dell’incontro.
Il Festival del Cinema di Cefalù ha voluto proprio questo: creare un ponte tra il mondo del cinema e le nuove generazioni.
L’intervista dei ragazzi
Uno dei momenti più significativi è stato quello delle domande rivolte direttamente dagli studenti. Una vera e propria “intervista giovane”, costruita dalle loro curiosità. Le domande hanno toccato tanti aspetti: il percorso che porta alla regia, il lavoro sul set, il rapporto con gli attori, l’importanza delle storie e della scrittura. Tornatore ha risposto con semplicità, raccontando episodi della sua esperienza e spiegando quanto il cinema sia fatto di passione, studio e perseveranza. Gli studenti hanno ascoltato con attenzione. In molti hanno preso appunti. Altri hanno semplicemente guardato, cercando di cogliere ogni parola di chi ha trasformato una passione in un mestiere capace di parlare al mondo.
Il valore di un incontro
Un incontro come questo lascia sempre qualcosa. Non solo informazioni sul cinema, ma anche uno sguardo diverso sulle possibilità del futuro. Per gli studenti è stata l’occasione per capire che dietro ogni film esiste un percorso fatto di idee, errori, tentativi, incontri e lavoro quotidiano. Tornatore ha raccontato proprio questo: il cinema non come mito lontano, ma come mestiere che nasce dalla curiosità e dalla voglia di raccontare storie. Il Festival del Cinema di Cefalù continua così il suo percorso: non solo evento culturale, ma spazio di incontro tra generazioni.
Il Festival e i giovani
Portare il Festival nelle scuole significa costruire il pubblico del futuro. Ma significa anche dare ai giovani la possibilità di incontrare chi ha fatto del cinema la propria vita. La presenza di Giuseppe Tornatore a Cefalù rappresenta proprio questo spirito: il dialogo tra esperienza e nuove energie. Un momento che ha trasformato una mattina di scuola in una piccola pagina di cinema vissuto. E per molti studenti, forse, è stato anche l’inizio di una nuova curiosità: quella di guardare il cinema non solo da spettatori, ma da possibili futuri protagonisti.